pè caso, niente niente, tante vorte...stavi a cercà na parola chiave?

mercoledì 18 agosto 2010

Stefano, per gli amici Ciuffo.


Stefano spiega all'ambasciatore il senso del nostro progetto educativo e il sistema preventivo di Don Bosco.

Un piccolo dono al nostro caro ambasciatore.


L'Ambasciatore si merita un dono, non fosse altro per la sua fede giallorossa. Durante la prima partita di campionato, pareggiata in casa con il Cesena, mi ha incaricato di tenerlo aggiornato da lontano (io davanti a internet) sulla partita mentre lui teneva una conferenza sulla poesia italiana del 20.mo secolo. Da ridere, specie quando gli ho fatto cenno da lontano che la partita era terminata e lui, interrompendo la relazione dice: "Disculpen, recien ha llegado una mala noticia" (Perdonatemi, mi è appena arrivata una brutta notizia). Daje ambasciatò!

un po' di poesia...


...un po' di poesia ce la mettono anche persone meno famose. Mia mamma sa che devo essere ricevuto dal'ambasciatore e dall'Italia mi manda una giacca, per non sfigurare. Grande Teresa! E poi Giorgino, qui con me in foto. Nei mesi in cui Lele, responsabile della cooperativa, è in Italia, lui porta sulle spalle tutto il peso della coop dei mobili e di tutte le altre mille cose della missione di Escoma. Con umiltà, passione, volontà tipiche di tanti volontari dell'OMG. La sera della inaugurazione sta come 'na Pasqua, abbiamo lavorato due giorni a scaricare i mobili e allestire gli stand, è l'ora di raccogliere i frutti. Per due settimane circa 80 mila persone apprezzeranno i nostri mobili, chiederanno preventivi e si commuoveranno ascoltando la storia di questo sogno che Padre Ugo ci ha insegnato a vivere.

lunedì 16 agosto 2010

Festa per l'anniversario della cooperativa Don Bosco.


Il 16 agosto ci si ritrova a Carabuco con tutte le famiglie dei ragazzi che lavorano come artigiani in cooperativa. E' bello vedere come questi ragazzi che sono entrati nelle nostre scuole sognando di emigrare dalla Bolivia per paesi più ricchi, ora sono qua a festeggiare con le mogli e i figli, ai quali regalano la stessa educazione di Don Bosco che hanno ricevuto loro.
Si inizia la mattina con il torneo di calcio maschile, ecco la mia squadra, l'Argentina, con le magliette regalate dalla equipe della comunità educativa Don Gregorio Varrà di Bari....gracias amigos.

Festa per l'anniversario della cooperativa Don Bosco.


Si va a pranzo in tutta allegria, e l'allegria sono i figli dei ragazzi della cooperativa. UN'aria di festa semplice, che mi ricorda le feste di paese quando ero bambino, sapersi divertite con poco, senza esagerare, senza agghindarsi con vestiti e firme che non servono, quando regnano l'amicizia, un'ideale puro e la gratuità.

Festa per l'anniversario della cooperativa Don Bosco.


I bambini, la mia gioia, la mia felicità, la felicità di questo mondo. Anche quando stanno scomodi sono lo specchio del Paradiso.

E prima di riprendere i giochi...


...un regalo per tutti i bambini, un semplice lecca-lecca, per cui ancora in questa parte di mondo si fanno felici bambini e genitori.

E per finire...calcio femminile andino!


Torneo di calcio tra le mogli dei ragazzi della cooperativa...

E per finire...calcio femminile andino!


...botte da orbi, se le danno di santa ragione, ma sempre in allegria.

e musica andina di sottofondo..


due ragazzi della scuola di Carabuco allietano il pomeriggio con la loro musica tipica.

domenica 15 agosto 2010

Gita di ferragosto.


Una bella passeggiata con mamma, col passeggino dei poveri.

...gita di ferragosto.


Sfidando freddo, polvere, fatica, pietre...ma con una semplicità che solo i poveri e solo i bambini hanno in dote.

...gita di ferragosto.


Senza un lamento, un pianto, un capriccio. Lo sguardo verso la fotocamera, oggetto conosciuto e misterioso, che ruba una sorriso alla mamma e uno sguardo al cucciolo.

e poi tutti a casa!


Dopo una gita sulle rive del lago o in mezzo ai campi, in una giornata in cui il sole sembra volerti scaldare per tutto l'anno a venire, si torna a casa. Sulla strada un gregge che neanche oggi ha dato pace al povero pastore.

venerdì 13 agosto 2010

El dia del anciano.


Al rientro a Carabuco mi trovo l'oratorio che ha organizzato la festa dell'anziano, i più poveri tra i poveri. Todos a bailar....

Simone di Carabuco, da ridere.


Simone, non quello venuto con me in Cile, bensì il vicentino che sta facendo due anni Carabuco, è alto 1 metro 97 cm. Da ridere mentre balla con la sua dama boliviana.

Siamo la coppia più bella del mondo.....

....e infatti vinciamo noi!

E come premio ce danno da magnà

ma prima che arrivi la pappa....

Debemos agradecer a Dìos!

e tutto diventa più bello

giovedì 12 agosto 2010

Da Lima a La Paz 29 ore in bus!


Per ragioni di risparmio (le missioni si mantengono con il lavoro volontario dei nostri amici in Italia), abbiamo deciso di scendere in Bolivia in bus. 6 bus per un totale di 29 ore di viaggio, ma che paesaggi incredibili. I fenicotteri salutano con il loro volo il nostro passaggio dalla parti di Puno, al sud del Perù.

L'orfanotrofio di gnagna.


Il viaggio in Cile era via Lima. Così al ritorno io e Simone ci siamo fermati un giorno nella capitale peruviana, per salutare i tanti amici dell'OMG che vivono qui, e soprattutto perché io sono molto affezionato all'orfanotrofio di Gnagna, gestito da Rosanna, valtellinese come Simone.
Per evidenti ragioni non farò nomi dei bambini, alcuni dei quali sono qui da quando passai per la prima volta nel 2006. Nè posso mostrare foto degli stessi.
Però posso dire che ho fatto fatica a trattenere le lacrime: c'era infatti un'aria di festa, in quanto due fratellini di 7 e 5 anni avevano quel giorno ricevuto la notizia che il giudice aveva fatto l'abbinamento a una coppia italiana. Loro erano un po' nervosi. Gli altri, alcuni li prendevano in giro, intimandogli di apprendere presto l'italiano, altri chiedevano a Rosanna quando sarebbe arrivata la lettera del giudice anche per loro.
E' stato un pomeriggio dolcissimo, che ancora di più mi ha allontanato dalla frenesia e dalla superficialità della vita in Italia. Sono in contatto via Skype con un'amica che è in Angola, e lei mi dice le stesse cose.
Nella foto l'orfanotrofio.

Taxi a tre ruote.

Una delel cose più belle quando viaggi sono i vari mezzi di trasporto. Questo è quello che abbiamo usato per andare all'orfanotrofio.

Cile, paese molto europeo.


Con Simone e Beppe siamo andati a sondare il mercato cileno, una economia ricchissima. I contatti seminati spero portino buoni frutti, ma si deve tornare a esporre i mobili dei nostri ragazzi.
Santiago è favolosa, molto moderna. Alle spalle le Ande innevate regalano albe e tramonti che poche capitali possono permettersi.
Sarebbe la mia città ideale: molto tango, molta carne (in tutti i sensi), ottimo vino, un'ora dalle piste da sci, un'ora dal mare.

sabato 31 luglio 2010

Vamos a Perú, vamos a Chile.


Venerdì sera, sono appena tornato da una favola. Un posto di un italiano che cucina pasta fresca: un piattone di tagliatelle ala bolognese e una coppa di vino rosso, non male, per 36 boliviani, ovvero 4 euro.

Domani io, Ciuffo e Simone di Cochabamba partiamo alla volta del Perù. partenza da La Paz alle sei del mattino per raggiungere il Desaguadero, la dogana col Perù e di lì prendere un bus, di quelli molto comodi, che in 24 ore circa ci porterà nel cuore di Lima. Lì domenica mattina abbiamo la riunione con i boss italiani della cooperativa di mobili del Perù, più avanti di noi di 10\15 anni. Dobbiamo decidere circa un grosso lavoro qui a La Paz, in un seminario, di circa 200mila dollari, che soprattutto vuol dire lavoro per la coop boliviana per un anno sicuro.

Poi lunedì in aereo sino a Santiago del Chile (ospiti dei Salesiani), dove un dentista miliardario, contattato da tempo, mi aspetta per capire se possiamo aprire un varco commerciale in Cile. Poi lunedì rientro a Lima, 3 o 4 giorni per salutare un po' di amici nelle missioni sulle Ande peruviane e via a La Paz, prima della notte di San Lorenzo, che qua le stelle sono piú vicine di 4mila metri!Poi, dal 18 al 29 agosto c'è la FIERA INTERNAZIONALE DEL LIBRO, e l'Italia è il paese d'onore. Arrediamo la piazzetta centrale e lo stand dell'ambasciata italiana. Adriana, una stupenda boliviana del sud che lavora nella nostra ambasciata, mi vuole far fare una conferenza sulla Ballata Ignorante... a socio, stai a vede che diventiamo famosi in Bolivia!

Bella la vita di città al servizio della coop, mi muovo bene a la Paz coi mezzi, ma mi manca l'altipiano, il lago, i tramonti spaccacuore: dalla foto capirete bene perché!

Io senza coca non so stare!


Tra le cose più belle dal 17 luglio ad oggi, questa vecchietta dei campi. Perde sangue dalla vagina da un anno, l’hanno ricoverata una volta ma lei si fida di più dei curanderos, gli stregoni. Parla solo Aymara, niente castigliano. Elena, giovane piemontese che sta facendo sei mesi a Carabuco, l’ha convinta a venire con l'aiuto di un interprete Aymara, la nostra lavandaia, Rose Mary, nella foto con Elena e la vecchietta.
Il vero motivo per cui la nonnina di 92 anni non voleva venire è che l’atra volta un nostro medico le aveva proibito di chuppare la foglia di coca in ospedale. Elena ha vinto pure sta sfida, ha convinto i medici a far entrare la mistica foglia tra le corsie dell’ospedale di Escoma.
Poi siamo tornati indietro a prendere il figlio, che doveva firmare della carte per operare la madre. Lui aveva continuato a lavorare nel campo. Lo abbiamo atteso 20 minuti, poi è sceso col vestito della festa, perché per loro andare a Escoma (1500 abitanti) è come per Totò e Peppino andare a Milano.

sabato 17 luglio 2010

O' Sole Mio


Da martedì sono a La Paz. C'è tanto da fare e mi devo subito mettere all'opera. Giovedì abbiamo quasi chiuso per un grosso lavoro al seminario di La Paz, ora devo solo lavorare alla preparazione del contratto. Nel pomeriggio siamo andati dal figlio del Berlusca boliviano, Doria Medina, al quale abbiamo consegnato mobili per tutto il suo nuovo centro benessere nella periferia chic di La Paz. Oggi sono venuto a Cochabamaba (andata e ritorno in bus di notte) con Mirko. Mirko è un'altra di quelle storie pazzesche che l'OMG può' raccontare: voleva fare l'architetto senza frontiere, nonostante un buon ingaggio in uno studio di Brescia , e ora gira il sud america a fare progetti per conto nostro.
A Cochabamba siamo venuti a prendere le misure per un lavoro per la conferenza episcopale boliviana.
Nella mattina abbiamo consegnato le nuove sedie a O' Sole Mio, pizzeria italiana di proprietà del simpaticissimo Aniello, di Salerno.
Prima di entrare mi ha colpito un vecchietto di 80 anni, originario di Arezzo, quasi sordo: ci ha raccontato di tutte le donne che si è passato. Mi ha fatto una tristezza. Ho fatto un paragone con Padre Ugo, che ha dedicato tutta la sua vita ai poveri e ai giovani e ora passa la sua vecchiaia continuando alla stessa maniera di sempre, con migliaia di persone che lo amano e lo accompagnano. E questo vecchietto, potrà pur raccontare mille avventure sexy, ma ora è solo, e ha dovuto comprarsi un barboncino per sentire meno la solitudine.
Dove sta la differenza? Che quello ha cercato per tutta a vita il PIACERE. Mentre Ugo ha cercato sempre la FELICITA'.

lunedì 12 luglio 2010

Rientro alla base


Rientro nella bellissima e rilassante casa di Cochabamba, per la riunine riunone di tutte le missioni boliviane. Decidiamo di accettare l’offerta di un commerciante venezuelano di mobili che ci chiede un container di roba per provare a osndare il mercato da quelle parti. La sera riprendiamo il bus per La Paz.
Nella foto la casa di Cochabamaba e il Toyota della missione di Carabuco.

venerdì 9 luglio 2010

Los Celestes vincono Luz Y Alegria


Mi confesso, faccio pulizia, ne avvertivo il bisogno, era troppo che tenevo dentro e lo spirito é un po’ come il corpo, prima o poi esplode, o si imbrutisce. Lo faccio da Stefano, l’amico prete di Peña Colorada, che sa che un uomo puó anche sbagliare e che la grandezza di Dio sta nel saperlo perdonare ogni volta che cade e ogni volta che lo rinnega. Eh, sí, perché la forma piú bella di amore come anche la forma piú bella di amicizia é il perdono. Mi sento ancora molto arido, ma questa settimana mi é servita a capire che voglio rifare spazio a Dio nella mia vita dopo due anni in cui l’ho sfrattato dal mio cuore per far posto al mio ego.
Nel pomeriggio, con questa carica spirituale in piú, sprono i mie ragazzi a dare il massimo nelle ultime prove e la sera alle dieci, la squadra celeste cavalca il il gradino piú alto del podio di Luz Y Alegria 2010. Primo premio un sacchetto ciascuno pieno di cioccolata, Dio sia lodato!

giovedì 8 luglio 2010

Toribio sei tutti noi.


La stanchezza di passare 14 ore al giorno con 29 scalmanati si fa sentire. La giornata la dedico alla mascotte di questo villaggio, Toribio, 9 anni, un autentico goiiello di vivacitá.

mercoledì 7 luglio 2010

Si gela


...al mattino si battono i denti

Mi arrendo.


A metá mattina mi arrendo all’occidente che é in me, chiedo asilo politico-gastronomico in casa di Erika. Lei é qui col marito Ricky per due anni, e poi ci sono tre bellissinmi cucciolotti con loro. Il papa´di Erica é ecuadoregno, la mamma faceva OMG e si sono conosciuti in missione. Ora c’é anche la sorella Irene. Ha studiato scenografie teatrali e adesso vuole metter la sua arte al servizio dei paesi del terzo mondo.
E poi c’é Marianna, 20 anni, sorriso bellissimo. Ha sette fratelli di cui lei e altri 5 nati in Bolivia da genitori valtellinesi in missione da ben 25 anni. Si vede la differenza, Marianna ha testa e cuore che spesso nella mia vita di tutti i giorni faccio fatica a trovare in gente della sua etá. É venuta a stare un anno in Italia, una volta finite le scuole, per mettere da parte i soldi per poter frequentare scienze della formazione a Cochabamba. Altra stoffa, anzi, ALTA STOFFA!
Pranzo.....carneeeeeeeee...un pezzetto solo!
A sera dobbiamo fare i vigilantes contro la tempesta prmonale, durante il ritiro troppi ammiccamenti che alludevano a incontri notturni. Scherzi a parte qui sanno come si fanno i figli, ma non sanno come non si fanno.

Celestes, siempre primeros.


Giornata bella, piena di entusiasmo, canti, giochi...e la mia squadra de Los Celestes sempre lí, in vetta alla classiffica..ah, se la Maggica la facessero allenare a me!!!

martedì 6 luglio 2010

Los niños de Wayapacha.


Poi mi colpisce da lontano una famiglia tutta dedita a scavare nel piccolo pezzo di terra solchi da seminare.
Per raggiungerli devo passare un ponticello di legno, sopra un fiumicell di acqua che mi dicono si possa bere.
Il papá segue i buoi, mamma figlio e figlia seminano a ruota.
Non mi sforzo neanche di immaginare la fatica di quall’uomo che spinge i buoi, non é giusto che immagni la sua fatica.
Semplice vita dei campi.

giochi del pomeriggio


Nei giochi del pomeriggio me gusta la loro capacitá di sapersi divertire con poco.

La loro devozione


Ancora di piú mi stupiscono nella devozione e dedizione con cui disegnano come angioletti gli episodi della vita di Gesú.

La cena.


A sera, mentre vedo distribuire i pasti penso che loro a casa queste quantitá di mangiare se le sognano. Mentre io stasera a letto, mi viene da sognare a occhi aperti una piadina, un pó di grana, di speck, di Nutella, di Galak.

lunedì 5 luglio 2010

Pranzo tipico


Sveglia alle 7. A colazione un grupppetto di ragazze adolescenti della missione di Bolivar mi mette in mezzo e mi fa un montone di domande. La mattina la passo a tenere vivo il fuoco per i pentoloni del pranzo. Le 4 cuoche in tipica tenuta quechua boliviana, con queste meravigliose trecce nere.

É un’atmosfera semplice che mi ricorda tanto quando da bambino, negli ultimi giorni di agosto, a cantalupo nonna maria e le altre donne facevano la salsa (o conserva), per tutto l’anno.
Per noi bambini era una festa perché si mangiava pane e pomodoro tutto il giorno e a sera le pannocchie di granoturco prendevano coloroe e sapore sul fuoco che lentamente moriva.
Dentro il salone intanto provano tutte le scenette e le gag dellla settimana e mi commuovo a sentire le musiche del Cirque du Soleil.

Inizia


A pranzo (riso, patate, un uovo, un pomodoro) inizia ufficialmente Luz Y Alegria.

La celeste!


Mi assegnano un gruppo di 29 adolescenti scalmanati, in piena tempesta ormonale, la squadra Celeste!
Sono belli svegli e dopo pranzo giá vinciamo il primo quadrangolare di clacio....25 contro 25. Due a zero la prima partita, vittoria ai rigori in finale. La maglia della Magggica si é fatta vedere anche da ste parti aó.

Corteggiamento anni '50


Mi colpisce il pudore stile anni ’50 tra ragazzi e ragazze, separati all’interno del salone. Splendida la scena in cui i ragazzi sono tutti cvoltati a vedere le ragazze che entrano a testa china, mentre loro eleggono la loro Miss bisbigliandone il nome al compagno prima e a quello dopo.

Tremendo specchietto....


Mi fa morire un ragazzo in prima fila che si é portato uno specchitto per notare le ragazze senza essere a sua volta notatao durate il ritiro.
Prima mi fa vedere come si fa...

Che faccia!


...poi mostra il suo genio e orgoglio...

domenica 4 luglio 2010

Arrivano i cosí detti 6 mesi.


Oggi alle 5,30 sveglia. Da La Paz arrivano 8 ragazzi italiani (4 ragazzi e 4 ragazze) che sono alla loro prima esperienza in missione con l’OMG. Nell’OMG la prima esperienza é di sei mesi; é il grupo con cui lavori in Italia “per i poveri” che ti sceglie per andare a lavorare “con i poveri”. Appaiono stralunati quando scendono dal bus al terminal di Cochabamba, sono in giro da diversi giorni, prima in Perú ora qui, poco sonno rubato agli schienali degli autobus. Passiamo a tutta la giornata a rispondere alle loro mille curiositá.

LUZ Y ALEGRIA


Nel primo pomeriggio partiamo alla volta di Wayapacha, una missione a due ore, fredda e umida, perché prende tutta l’umiditá che sale dalla selva verde (la pre-amazzonia). Qui questa settima si tiene LUZ Y ALEGRIA, la festa di tutti i ragazzi e le ragazze dei nostri oratori in Bolivia che si preparano alla cresima a ottobre. Sono in 200, piú una 40ina di catechisti.

La posta in missione


Nel tragitto ci fermiamo a casa dei genitori di Erik, un ragazzo italo-boliviano che ora é in Italia, sempre con l’OMG. Marcello, il papá, é venuto in Bolivia nel 1974 come sacerdote della diocesi di Trento. Dopo alcuni anni ha smesso di fare il prete ed é andato a lavorare in fattoria, sempre restando in Bolivia. Poi ha conosciuto una donna boliviana, l’ha sposata ed ha messo su famiglia.

All’arrivo a Wayapacha c’é stato l’emozionante momento dlla distribuzione della posta che arriva dall’Italia, si approfitta di chi viene in missione per mandare lettere (nell’era di internet Dio sia lodato che ci sia ancora chi scrive delle lettere)...e poi caffé, formaggio, cioccolata, soldi, grappa... Avere una lettera in missione é una sensazione che puó descrivere solo chi l’ha provata, per cui neanche mi arrampico su vane metafore.

Mi colpisce Mafu, brianzolo radiologo clown tuttofare, qui da sei mesi e per altri 18 ancora. Apre una lettera del suo papá che si apre cosí: Caro figliolo. E poi il nodo alla gola lo strozza e va a finire di leggerla in un’altra stanza.

Qui é pieno di vacche dipinte di roa, in nore alla festa di San Giovanni Battista.

A cena rivedo Felix, 16 anni senza famiglia, orfano, di carabuco. Sempre col sorriso e una bontá dipinta sul viso.

mercoledì 30 giugno 2010

Peña Colorada.


Ci siamo alzati presto io e Stefano per raggiungere la missione di Peña Colorada. In realtà la missione e' chiusa da due anni circa, perché e' un posto di passaggio e risulta difficile fare una lavoro educativo come si deve. Per cui il nostro amico Stefano Mazza, sacerdote dell'OMG, si ' trasferito in una missione a 40 Km, Pasorapa, più abitata e più adeguata. Ha chiuso anche la scuola di falegnameria e il laboratorio di falegnameria. Uno dei tre ragazzi che lavorava nel laboratorio ha sobillato la popolazione locale contro don Mazza. A mezzogiorno era in programma la riunione con tutta la comunità locale. Abbiamo atteso sino all'una e nel mentre gli uomini chuppavano foglie di coca che era una bellezza, come si vede in foto. Qui siamo a pochi Km da dove venne ammazzato Che Guevara. La riunione ha toni accesi, ma si rimanda tutto al 30 luglio. La proposta dell'OMG e' di regalare tutto, ma non ai tre ragazzi che hanno tradito don Mazza, bensì alla popolazione locale che ne deciderà cosa fare di tutta la struttura. Si pensa a una scuola nuova, oppure c'e' la proposta di fare un albergo per gli operai che stanno costruendo la nuova strada che collegherà Cochabamba a Santa Cruz, ma questa seconda ipotesi porterà alcol e prostituzione, di sicuro.

Entrando, poi, nella casa parrocchiale vi erano alcune foto che mi hanno commosso: campo tetto in Toscana, nell'agosto 2004. Ho riconosciuto tanti ragazzi di Foggia che erano alle prime armi con l'OMG e poi hanno fatto tanta strada! E che ora mi mancano tanto.

lunedì 28 giugno 2010

Sveglia alle 5.


La notte quasi nessuno ha dormito bene per i freddo, tranne me per il…caldo! I’ so’ do Fogg! In mezz’ora ci portano a vedere dei geiser vulcanici, nulla di che!.
5 passeggeri del mio fuoristrada viaggiano verso il Cile, per cui li accompagnano al confine.
Sosta alla LAGUNA VERDE. Priva di ogni forma di vita perché l’acqua e’ piena di arsenico. La sovrasta un vulcano che tocca i 6mila mt., mentre noi siamo a 4.500. dalla’altra parte della laguna si intravede u sentiero. Porta alla cima del vulcano, nel cui cratere c’e’ un’altra laguna., ch dicono essere la più bella di tutte, e proprio per questo la meno accessibile. Per chi volesse andarci ci vogliono due giorni, ma e’ necessaria una preparazione fisica d hoc.
da questo punto si vedono allo stesso tempo la Bolivia, il Cile e l'Argentina.